SportelLGI – La Giovane Italia al vostro fianco: 2ª puntata

La Giovane Italia è, ormai da quasi dieci anni, in prima linea per tutte le tematiche che ruotano intorno al calcio giovanile nostrano. Adesso, alle porte del nostro decennale, abbiamo deciso di scendere in campo, come e più di sempre. Grazie alla penna tagliente di Luca Vargiu, amico LGI di vecchia data, lanciamo la sezione "SportelLGI": quattro puntate di ideale "introduzione" verso un'idea che si propone di diventare appunto uno sportello di sfogo e di denuncia, sempre aperto e a disposizione dei naviganti che per caso o per scelta si sono imbattuti nel nostro progetto. E che da oggi invitiamo ad esporre storie, problematiche e dubbi, anche "normativi", in merito all'attualità del nostro calcio giovanile. Dopo la prima puntata di giovedì 19 novembre, riprendiamo il filo del discorso con le parole di Luca.

Dal report il numero dei giovani che risulta essere di 9.413 tesserati divisi nelle tre leghe professioniste ma di questi ragazzi non conosciamo cosa succede all’arrivo al traguardo, alla fine del cammino nel settore giovanile. Quanti si ritrovano con un contratto in mano? Quanti sono svincolati e iniziano il difficile percorso di caduta – per alcuni è così – nel mondo dei dilettanti? Quanti smettono di giocare o lo hanno fatto durante il il tragitto? Quanti, quando la carriera calcistica sbatte contro un muro, non sanno cosa fare? Quanti hanno “sacrificato” lo studio (anche se il termine corretto è: accantonato, il sacrificio vero è riuscire a fare entrambe le cose) per una semplice ipotesi di futuro da professionista del pallone? Il report questo non lo racconta, forse dovrebbe per inquadrare il mondo del calcio ancora più in profondità, o forse non è lo scopo del censimento i cui dati, vale la pena sottolinearlo, sono relativi al 2019 e chissà che ripercussioni il periodo che stiamo vivendo avrà su quelli del prossimo anno che terrà conto dell’impatto economico e sociale della pandemia sul mondo calcio.

Proviamo a guardare noi i dati della parte 03 del ReportCalcio 2020 dal titolo “Il calcio dilettantistico e giovanile” ma da una diversa angolazione, e rispondiamo a queste domande basandoci non su statistiche o somme matematiche, ma attraverso l’esperienza acquisita sul campo che dal 2011 porta La Giovane Italia a schedare migliaia di ragazzi (e ragazze, dal 2015) che giocano a calcio. Possiamo dire che lo studio è spesso abbandonato perché cerchiamo le storie di chi gioca e allena il cervello, possiamo dire che rimettersi in gioco tra i dilettanti quando la porta del professionismo non si apre è spesso un trauma perché sosteniamo chi sa rimettersi in gioco,  e possiamo confermare che i giovani di serie che alla fine del percorso nel settore giovanile firmano il primo contratto da professionista sono pochi, anzi pochissimi. 

Per tutti gli altri le speranze di arrivare nel calcio che conta sono davvero poche anche se leggendo i dati del censimento del pallone si parla di talento, e della sua creazione, con altri numeri: "Il report analizza per la prima volta il profilo della creazione del talento nel calcio dilettantistico e giovanile, in particolare a livello maschile. Solo tra il 2017-2018 e il 2018-2019, ben 724 giovani calciatori di età compresa tra i 15 e i 21 anni formati da società dilettantistiche sono riusciti ad accedere al calcio professionistico. 71 di questi sono stati tesserati per società di Serie A, 103 per club di Serie B e 550 per società di Serie C. Un totale di 272 calciatori sono riusciti ad accedere al professionismo nella Stagione Sportiva successiva al tesseramento per una società di Eccellenza o di livello inferiore, e altri 452 nella Stagione Sportiva successiva al tesseramento per una società partecipante al Campionato di Serie D".

Tenete a mente la frase “SOLO tra il 2017-2018 e il 2018-2019, ben 724 giovani”. Ne riparliamo venerdì prossimo.

Continua venerdì 27 novembre... 

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