SportelLGI – Le Noif e i tesseramenti: 4ª parte

La Giovane Italia è, ormai da dieci anni, in prima linea per tutte le tematiche che ruotano intorno al calcio giovanile nostrano. Adesso, alle porte del nostro decennale, abbiamo deciso di scendere in campo, come e più di sempre. Grazie alla penna tagliente di Luca Vargiu, amico LGI di vecchia data, lanciamo la sezione "SportelLGI": un'idea che si propone di diventare appunto uno sportello di sfogo e di denuncia, sempre aperto e a disposizione dei naviganti che per caso o per scelta si sono imbattuti nel nostro progetto. E che adesso invitiamo ad esporre storie, problematiche e dubbi, anche "normativi", in merito all'attualità del nostro calcio giovanile. Dopo il nostro "filone introduttivo" (prima puntata di giovedì 19 novembreseconda di domenica 22 novembre, terza di venerdì 27 novembre e la quarta di domenica 29 novembre), Luca torna a trattare una tematica da sempre spinosa del calcio giovanile e dilettantistico: quella del vincolo sportivo, introdotta con la prima puntata di martedì 8 dicembre, la seconda di domenica 13 dicembre, e la terza di lunedì 14 dicembre. Adesso entriamo nel dettaglio, con una panoramica sulle Noif e i tesseramenti: avvisi ai naviganti, per non rimanere intrappolati. Pronti per la seconda puntata? Qui trovate la prima, la seconda e la terza puntata.

Il premio di preparazione è disciplinato dall’art 96 delle Noif che nel primo comma chiarisce:

1. Le società che richiedono per la prima volta il tesseramento come “giovane di serie”, “giovane dilettante” o “non professionista” di calciatori/calciatrici che nella/e precedente/i stagione/i sportiva/e siano stati tesserati come “giovani”, con vincolo annuale, per società della Lega Nazionale Dilettanti, della Lega Nazionale Professionisti Serie A, della Lega Nazionale Professionisti Serie B e della Lega Pro, sono tenute a versare alla o alle Società per le quali il calciatore/calciatrice è stato precedentemente tesserato un “premio di preparazione” sulla base di un parametro – raddoppiato in caso di tesseramento per società delle Leghe Professionistiche – aggiornato al termine di ogni stagione sportiva in base agli indici ISTAT per il costo della vita, salvo diverse determinazioni del Consiglio Federale e per i coefficienti indicati nella specifica tabella. 

Il resto della norma con le ultime modifiche apportate a Novembre (ci sono state anche nel 2018 e nel 2019) lo trovate qui (119 - Modifica art 96 NOIF - 119-modifica-art-96-noif.pdf). Cercando di riassumere però, il premio di preparazione è quanto una società deve pagare nel momento del primo tesseramento di un “giovane” alle tre società per le quali il calciatore o la calciatrice è stato tesserato/a negli ultimi cinque anni (nella misura di un quinto del totale per società). Ci sono delle eccezioni ovviamente, perché le società di Serie A possono richiederlo solamente se il passaggio avviene tra tesserati della stessa categoria, quelle di Serie B se si tratta di passaggio tra la stessa categoria o superiore mentre le società di Lega Pro ne hanno diritto sempre se il passaggio è tra società delle leghe professioniste. Le società di calcio femminile invece, e qui citiamo testualmente la norma, non hanno diritto al premio qualora siano associate alla Lega Nazionale Professionisti Serie A e alla Lega Nazionale Professionisti Serie B o siano controllate da società associate alla LNPA o alla LNPB, fatto salvo il caso in cui la richiesta riguardi società riferibili, in virtù di quanto sopra, alla stessa Lega.

Sempre che il vincolo precedente sia stato annuale.

Dalla norma alla pratica le cose però cambiano. Sappiamo che il problema principale del premio di preparazione è che la società che ne ha diritto lo pretende mentre quella che deve pagarlo preferirebbe non farlo. Succede così che alcune società professioniste, per evitare di pagare subito una cifra (raddoppiata se il nuovo tesserato proviene dalla LND) con il rischio che l’investimento risulti sbagliato l’anno successivo, facciano accordi differenti con scadenze di pagamento annuali che si prolungano nel tempo e in base allo sviluppo della carriera del tesserato, con pagamenti più sostanziosi nelle stagioni successive fino all’approdo in prima squadra; altre che ci mettano in mezzo forniture di materiale tecnico e altre ancora, improbabili partite amichevoli in estate con la prima squadra. Scendendo di categoria cambiano le cifre ma il problema resta il medesimo: per molte società sono importi troppo alti quando si tratta di pagare e meritati fino all’ultimo centesimo quando si tratta di incassare. Ovvio quindi, che discussioni e ostacoli per i nuovi tesseramenti siano frequenti. Che poi sull’argomento ci sia grande confusione e poca attenzione (ma anche una certa dose di furbizia e rischio) lo dimostra la mole di lavoro della Commissione Premi, l’organo cui si fa ricorso quando il premio non viene corrisposto.

Ma arriviamo al punto cruciale: esiste la possibilità di rinunciare al premio attraverso la sottoscrizione di una liberatoria (che deve essere autenticata dal comitato di competenza) ed è proprio dietro a questo documento ufficiale che si nascondono i problemi. La rinuncia infatti, molte volte nasconde altri tipi di accordi un po’ meno leciti come, ad esempio, il pagamento in contanti di una cifra più bassa da parte della società che effettua il tesseramento oppure – e capita molto più spesso, ed è ancora più grave – la società cedente libera la società acquirente dall’obbligo del pagamento del premio nel momento in cui questo viene saldato – tutto in parte – dai genitori.

È necessario ricordare ancora una volta che, come per lo svincolo, anche per il premio di preparazione la famiglia di un giovane calciatore o calciatrice non deve mai mettere mano al portafoglio?

Sarebbe bello poter rispondere di no ma la risposta giusta è sì, per questo si spera che la nuova riforma che andrà a cancellare il vincolo sportivo e a riformulare il premio di preparazione prenda in considerazione anche questi aspetti fino a oggi colpevolmente – ma anche volutamente – dimenticati e non diventi un’ulteriore arma di ricatto in mano ai soliti furbastri.

Anche su questo aspetto lo SportelLGI è a vostra disposizione. Contattaci via mail all'indirizzo info@lagiovaneitalia.net.