Alle origini di Zappa: dall’Accademia Inter alla Serie A

Gabriele Zappa è uno dei giovani in rampa di lancia nel nuovo Cagliari di mister Di Francesco. Nato a Monza nel 1999, l'attuale terzino destro rossoblù comincia a giocare nella Cosov di Villasanta, società controllata dal Milan, all'età di cinque anni. Unica esperienza a tinte rossonere per lui perché poi si trasferisce prima alla Nuova Usmate e successivamente approda nell’Accademia Inter, dove rimane dai Giovanissimi A agli Allievi B, conquistando campionato Regionale già al primo anno. Dopo la parentesi nella società di Via Cilea, approda all’Inter svolgendo la trafila nel settore giovanile fino ad arrivare a vincere tutto con la Primavera. Partecipa al ritiro con la prima squadra nerazzurra, agli ordini di Spalletti, e ai successi sul campo abbina quelli sui banchi di scuola, conseguendo il diploma di istruzione tecnica in Amministrazione Finanza e Marketing con un punteggio di 77/100.

La stagione 2019-2020 è quella dello sbarco nel calcio dei grandi. Lo aspetta il Pescara, che punta su di lui e lo fa esordire in Serie B il 24 settembre 2019 (Cittadella-Pescara 2-1). Il 25 febbraio 2020 segna il suo primo gol da professionista, nel successo contro il Pordenone. Nelle Nazionali giovanili, totalizza presenze nell'Under 18 e con l'Under 20. Il 31 agosto 2020, poi, corona il sogno di approdare in Serie A con la maglia del Cagliari esordendo nel massimo campionato italiano il 26 Settembre 2020 nella sfida con la Lazio. A seguito di quella sfida, colleziona tre gare da titolare contro Atalanta, Torino e Crotone.

Quello citato precedentemente rappresentata il suo percorso fino a questo momento da calciatore, passando dalla provincia fino ad arrivare a calcare i campi della Serie A. Siamo riusciti a ripercorrere i momenti passati in Accademia Inter da Gabriele attraverso il racconto di persone che hanno contribuito alla sua crescita, al suo processo di apprendimento e sicuramente hanno lasciato il segno nel cuore di questo ragazzo. Per primo, lo “scopritore” di Gabriele ovvero Matteo Orlandini, suo allenatore nei Giovanissimi Regionali A e ora responsabile Scouting del Monza prima squadra. È stato proprio Matteo a notarlo sui campi di Provincia della Nuova Usmate. Pensate, il ragazzo a quei tempi era collocato nella posizione di attaccante. Matteo rimane colpito dalle sue caratteristiche e decide di portarlo nella società di Via Cilea. Corre l’anno 2014 quando Gabriele approda in Accademia Inter, prima tappa di svolta per la sua carriera visto il dirottamento nella posizione di interno di centrocampo. L'arrivo in Accademia, rappresenta per lui un traguardo molto importante  che lo rende sin da subito determinato a fare bene. Non a caso, diventa subito protagonista nella conquista del titolo regionale. Orlandini lo ricorda soprattutto per la grande umiltà e la capacità di apprendimento: ragazzo sveglio, di poche parole, molto professionale. Talento soprattutto a livello mentale e con una spiccata abnegazione al lavoro quotidiano. Orlandini descrive così il classe '99: “Dotato di una struttura fisica importante che gli permette di esprime grande forza. Da un punto di vista tecnico è in possesso di una buona ricezione orientata, buona coordinazione nel gesto del calciare ed un discreto gioco aereo”. Come ultimo ma non sicuramente di importanza “Gabriele ha qualità e già dalle prime apparizioni in Serie A dimostra di essere un veterano, non hai mai il timore di giocare palla. Il suo profilo mi ricorda quello di Zappacosta e il mio augurio è che possa un giorno raggiungere la Nazionale”.

Altra persona sicuramente nel cuore di Gabriele è Luca Molteni, preparatore fisico-atletico ai tempi dell’Accademia Inter ed oggi anche lui in forza al Monza come preparatore della formazione Under 17. Anche lui ricorda Gabriele come un ragazzo di grandi valori, molto educato e con una famiglia alle spalle sempre presente, mai invadente. Solare, aperto al confronto e con grande predisposizione al lavoro, Zappa ha mostrato fin da giovanissimo la capacità di adattarsi alle difficoltà e ai sacrifici richiesti: "Le attitudini fisco-atletiche, hanno da sempre rappresentato uno dei punti di forza di Gabriele. Possedeva dei valori di potenza aerobica e di soglia molto elevati, accompagni da una particolare propensione al lavoro con gli elastici volti soprattutto alla biomeccanica del gesto compiuto”. Un professionista fin da piccolo, dunque, con la consapevolezza che ogni giorno avrebbe rappresentato un momento di crescita da sfruttare appieno, per apprendere nuovi concetti e migliorare il proprio gioco.

Un’altra testimonianza di grande affetto nei confronti di Gabriele arriva da un suo ex compagno ai tempi dell’Accedemia Inter. Andrea Berti, casse 1999, centrocampista con esperienze nei campionati di Serie D, Eccellenza e Promozione. Quando gli chiediamo di Zappa, Andrea non ha dubbi nel definirlo un leader silenzioso; un ragazzo con la testa sulle spalle e tanta costanza nel lavoro. Berti riporta un aneddoto particolare: “Mi ricordo che a quei tempi ci allenavamo tre volte a settimana e avevamo a disposizione un quarto giorno facoltativo. Mentre io e altri miei compagni partecipavamo alla quarta seduta una volta al mese Gabriele, invece, era sempre presente. Questo per dire che il suo obbiettivo già a quell’epoca era quello di arrivare in alto”.

Queste testimonianze, rappresentato bellissimi attestati di stima nei confronti del ragazzo e dimostrano il grande ricordo che gli addetti ai lavori avevano di Gabriele in Via Cilea. Il suo percorso, che come abbiamo visto nasce da attaccante per poi passare ad interno di centrocampo e infine approdare all'attuale ruolo di terzino con licenza di offendere, racconta di un giovane calciatore moderno, duttile, potremmo dire universale per rubare un termine al calcio a 5. Doti dimostrate con l’assist a Sottil in occasione del 3-2 del Cagliari contro il Crotone, l'episodio di svolta di un match al termine del quale i rossoblù si sono presi tre punti preziosi per la loro corsa verso la salvezza. Un obiettivo che Zappa vuol rincorrere, assieme ai suoi nuovi compagni, seguendo quei valori che lo hanno portato fino a qui. Con l’augurio che questo sia solo l'inizio di una carriera proiettata verso ulteriori soddisfazioni.

Articolo a cura di Emanuele Monetti.