L’infaticabile Willy Gnonto: 3 partite in 5 giorni

Se La Giovane Italia fosse un magazine, l'uomo copertina di questa settimana sarebbe di certo il ragazzo in maglia nerazzurra che vedete in foto: Degnand Wilfried Gnonto, per tutti Willy, attaccante classe 2003 dell'Inter, mamma e papà della Costa d'Avorio ma lui di nazionalità italiana. Uno dei tanti "nuovi" italiani che di cognome non fanno Bianchi, Rossi, Russo o Brambilla, ma sono nati in Italia e vestono con orgoglio la maglia Azzurra, e del quale, già da tempo, noi ci siamo letteralmente innamorati. Il perché lo leggerete più avanti, ma ora andiamo con ordine.

IN CAMPO SABATO E DOMENICA...
Perché sarebbe l'uomo copertina? Perché, sotto i nostri occhi, lo scorso weekend ha giocato sabato con l'Under 17, tutti e 90 i minuti, regalando l'assist del pareggio che ha lanciato poi la rimonta dei ragazzi di Chivu nel derby col Milan. Il giorno dopo torniamo al Centro Suning per assistere alla sfida Under 18 tra l'Inter e l'Atalanta e con grande sorpresa chi ritroviamo in lista? Sempre lui, Gnonto. Partito ovviamente dalla panchina, i suoi ultimi trenta minuti hanno riacceso la squadra di Zanchetta, sotto di 3-1 e fino a quel momento mai resasi veramente pericolosa. Con una delle sue accelerazioni brucianti, Willy entra in area e fulmina il portiere di destro, in diagonale. Il gol galvanizza i compagni e il finale è uno spettacolo, ma il risultato non cambia più e arriva così la sconfitta.

...E MERCOLEDì PROTAGONISTA IN YOUTH LEAGUE
A fine gara restiamo a chiacchierare con alcuni colleghi e vediamo Gnonto raggiungere i genitori che lo aspettavano per portarlo a casa. Il lunedì è giorno di riposo e di solito i ragazzi che possono, lo passano in famiglia. Ma così, questo lunedì, non sarà per Willy. "Papà non posso venire a casa - dice quasi dispiaciuto - Devo andare a Barcellona con la Primavera - aggiunge accennando un sorriso". Chiunque, al posto suo, avrebbe fatto i salti di gioia, ma lui doveva scrollarsi ancora di dosso il rammarico per la sconfitta. Perché Gnonto è così: uno che da tutto in campo, uno che sente tutta la responsabilità verso la maglia che indossa, e quando perde proprio non ci sta.

ESORDIO CON ASSIST A BARCELLONA
L'entusiasmo, però, l'avrà trovato di certo qualche ora dopo aggregandosi per la prima volta agli Under 19 per una gara di UEFA Youth League. E che gara! A Barcellona, dove i nerazzurri, seppur privi di Esposito, hanno dominato, Madonna gli ha concesso gli ultimi venti minuti. Minuti nei quali i suoi ragazzi hanno trovato la seconda e la terza rete. Quest'ultima, a firma Colombini, innescata da un assist magistrale di Gnonto. Quando sei un attaccante e hai una chance del genere, l'unica cosa a cui pensi è di fare gol a tutti i costi, ma qui parliamo di un giocatore che ha già una maturità calcistica molto più sviluppata rispetto alla sua età.

TUTTE LE FRECCE NELL'ARCO DI GNONTO
Se lo vedi giocare per la prima volta, quello che impressiona subito è la velocità. Quando impiegato come attaccante esterno, Willy spazia indifferentemente su entrambe le fasce perché buoni, se non eccellenti, sono entrambi i piedi. Gran controllo di palla nello stretto e corsa palla al piede che lascia dietro chiunque. Detto questo, arriva quella che per noi è in assoluto la dote migliore di questo ragazzo: la visione di gioco (che gli permette di giocare anche da trequartista). Non è assolutamente uno che parte a testa bassa, anzi. Se può tirare, di destro o sinistro, lo fa ed è quasi una sentenza. Altrimenti sforna assist come cioccolatini da scartare e mangiare con gusto.

UNA SFIDA CONTINUA CONTRO I PREGIUDIZI
Le sue tre partite in cinque giorni sono state, per noi, il giusto pretesto per raccontare questo inusuale tour de force, ma anche una storia, come ce ne sono tante, di ragazzi che molto, troppo presto, qualcuno avrà bocciato perché non dotati di un fisico possente. Willy è sotto il metro e settanta, eppure gioca nell'Inter, dividendosi da anni tra due categorie (lo scorso anno 12 reti in U16 e 8 in U17) e come abbiamo visto, dimostrando di poter giocare e giocarsela già con i Primavera. Per di più a livello internazionale. Per non parlare poi delle continue convocazioni nelle nazionali giovanili. Se qualcuno lo ritiene troppo basso, lo invitiamo a vedere, solo per fare un esempio, chi, tra lui e un difensore ben oltre il metro e ottanta, tocca la palla di testa in uno stacco da fermo. Noi la risposta la conosciamo molto bene e l'augurio che facciamo a Willy è che un giorno possa arrivare in Serie A per continuare ad abbattere certi pregiudizi ed emozionare con il suo talento (e la sua educazione). Un talento destinato solo a crescere e che noi de La Giovane Italia continueremo a seguire passo dopo passo.