Mattia Mirarchi, il “pianista” dell’Inter Primavera

Un nuovo inizio di settimana coincide con l'ormai consueto ennesimo appuntamento nel quale La Giovane Italia riavvolge il nastro del film di un altro giovane talento in rampa di lancio. Il protagonista del focus di oggi è Mattia Mirarchi, mezzala o trequartista classe 2002 che ha mosso i suoi primi passi in un rettangolo verde al di là del Naviglio, più precisamente nella società A.s.d. Trezzano Calcio. Nel suo cammino, sia per abilità sia per quella fortuna che, si sa, aiuta gli audaci e non guasta mai nello sviluppo di una carriera calcistica, viene messo nel mirino di una società storiche dell’hinterland milanese, vale a dire l’Accademia Inter. Le due figure che notano sin da subito le potenzialità di Mattia sono Matteo Orlandini e Luciano Langione. Entrambi, decidono di prelevarlo durante il primo anno Pulcini e di fargli proseguire il suo percorso di crescita all’interno della società di Via Cilea. Piccola parentesi: Matteo e Luciano, in quegli anni, rappresentavano delle figure di riferimento per la società nerazzurra, e oggi sono ancora ben saldi nel panorama calcistico (il primo responsabile scouting A.C. Monza, il secondo direttore del settore giovanile A.C.D. Sedriano).

Orlandini ricorda Mattia come un ragazzo solare, molto abile tecnicamente con entrambi i piedi e dotato di una facilità di calcio sopra la media. Langione, invece, lo ricorda come un ragazzo di grandi valori, dedito alla passione per il pallone e con alle spalle la scoperta del compagno come aiuto all’interno di situazioni di gioco. Quindi, dall’affermazione precedente, possiamo capire come Mattia ai tempi, possedeva minor egocentrismo rispetto agli altri bambini ma come dote già acquisita quella legata all’altruismo. Luciano, per fornire un’immagine ancor più dettagliata di Mirarchi, si lascia andare ad un parallelismo nel campo della musica: se Nicolò Rovella, protagonista dei nostri focus e a sua volta forgiato dall'Accademia Inter, può essere accostato a un direttore d’orchestra, Mattia Mirarchi è assimilabile ad un pianista che ha nel suo virtuosismo migliore l'assistenza per i propri compagni in zona gol.Mirarchi

Altre due testimonianze arrivano da Luca Candi e Salvatore De Vergilis, istruttori di Mattia ai tempi dell’Accademia durante il secondo anno Pulcini e il primo anno di Esordienti. Candi (oggi tecnico dei Giovanissimi dell'A.C.D. Sedriano) parla di Mattia come un giocatore dotato di grande abilità nel trattamento della palla, grande forza fisica e ottima difesa dell’attrezzo, tanto che per i coetanei sottrargli il pallone rappresentava quasi un’utopia. De Vergilis (fino allo scorso anno istruttore presso l'A.C. Mazzo 80), invece, afferma: “Mattia è sempre stato un ragazzo con grande fame nell’apprendimento, generoso e che al contempo si divertiva e faceva divertire tutti quanti”. Salvatore condivide anche due particolari aneddoti, ancora scolpiti nella memoria. In primis, il fatto che ad ogni gol realizzato da Mattia, il suo primo pensiero era quello di correre ad abbracciare il mister per festeggiare insieme a lui. Il secondo, ancor più particolare, fa riferimento ad uno degli ultimi tornei giocati insieme a Melzo, in cui Mattia chiese anche a nome dei propri compagni di far giocare Filip Stankovic (figlio d'arte poi approdato a sua volta a Interello) come punta per farlo divertire, in quanto quella partita rappresentava una delle ultime gioie passate insieme.

Mirarchi resta in Accademia Inter fino al termine dell’attività di base, per poi proseguire la sua crescita in una società professionistica, nel Como. Nella società lariana Mattia milita soltanto per una stagione, nella categoria Giovanissimi, per poi approdare al Novara, ulteriore trampolino di lancio per tornare a vestire il nerazzurro, ma stavolta quello della vera Inter. Mirarchi entra nella nuova realtà in punta di piedi, riuscendo a ritagliarsi sin da subito i propri spazi e a riempire di trofei la sua bacheca. Nell'annata di esordio arriva lo Scudetto Under 16, per poi raddoppiare nella stagione 2018/2019, da assoluto protagonista nella conquista del tricolore Under 17 nella finale con la Roma (vinta per 3-1) e della Supercoppa. Nella passata stagione, poi, Mirarchi ha giocato nell'Under 18 e vissuto le prime apparizioni in Primavera, categoria che in questo avvio della stagione 2020/21 fino alla sospensione del campionato causa pandemia, lo ha visto totalizzare un totale di 138 minuti prima dello stop forzato imposto alle competizioni giovanili nazionali. Aspettando il ritorno in campo, Mattia sogna un domani da grande. Perché no, magari sempre col nerazzurro addosso.

Articolo a cura di Emanuele Monetti.

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