Mondiale U17: Willy Gnonto fa bella l’Italia all’esordio

Il Mondiale U17 dà il benvenuto all'Italia e l'Italia risponde dando... il cinque. Un "gimme five" che esalta e dà fiducia, ma occhio a parlare di "all right". Nonostante quanto provi a raccontare un risultato così netto, infatti, proprio tutto bene non è andato contro le Isole Salomone, squadra che fa dell'atletismo la sua cifra ma che resta comunque modesta sotto molti aspetti e contro la quale, soprattutto nella ripresa, gli Azzurrini avrebbero dovuto dimostrare maggiore maturità calcistica nelle scelte degli ultimi passaggi. E invece diversi singoli si sono lasciati ingolosire andando troppo spesso a caccia della gloria personale piuttosto che contribuire a rendere il risultato molto più largo a vantaggio della propria differenza reti nel girone. Molti, ma non tutti, perché le note liete, anzi lietissime, si chiamano Gnonto, Cudrig, Panada e Ruggeri.

IN AVANTI LA COPPIA FUNZIONA - Il più piccolo del gruppo, l'attaccante classe 2003 dell'Inter, aveva già dimostrato, soprattutto in questi primi mesi di campionato, di non soffrire la pressione, anzi. Esordio con assist in UEFA Youth League, per di più in casa del Barcellona; esordio con gol in Primavera contro la Juventus; e ora esordio mondiale con lo zampino su tutte e tre le marcature messe a referto dall'Italia nel primo tempo. Due reti e un assist per Cudrig, con il quale l'intesa ha funzionato alla grande, e in generale una prova di grande solidità e personalità: mai un pallone buttato, mai un eccesso di individualismo nonostante ci avesse messo poco a capire che la difesa delle Isole Salomone poteva tagliarla come un burro ogni volta che avesse voluto. Cudrig, dal canto suo, si è dimostrato disciplinato e indispensabile nel ruolo, sempre al posto giusto nel momento giusto come in occasione del suo gol.

PANADA E RUGGERI LE ALTRE CERTEZZE - Altri giocatori che hanno firmato questo esordio nel torneo con prestazioni di livello sono stati due atalantini: Panada, diga e faro davanti alla difesa; e Ruggeri, ottimo da terzino nell'orchestrare il gioco sulla sinistra, fascia dove si è sviluppato, e bene, gran parte del gioco più esaltante della squadra di Nunziata. Rivedere, ad esempio, l'azione che ha portato al quarto gol realizzato da Tongya.

INIZIO CON LA TREMARELLA... - E dire che i primi minuti del match avevano lasciato un po' interdetti. Che l'Italia fosse sopraffatta dall'emozione lo si era capito guardando i ragazzi durante l'inno. Come risultato, nel primo quarto d'ora la manovra appare timida e imballata, consentendo addirittura agli avversari di prendere campo e farsi vedere dalle parti di Molla. A suonare la carica è però la traversa centrata di testa da Pirola al 17'. Da quel momento in poi gli Azzurrini non lasceranno più la metà campo avversaria, rendendosi pericolosi con altre tre conclusioni di testa, praticamente una al minuto. Clamorosa la chance che ha Gnonto sugli sviluppi di un corner dalla sinistra: la palla viene spizzata con la nuca da un compagno e il numero 7 azzurro, tutto solo in area piccola, se la ritrova improvvisamente sulla fronte senza avere il tempo di ruotare il collo e indirizzare la palla nello specchio. Sarebbe stato di sicuro gol.

...POI A GNONTO GLI VENGONO I DIECI MINUTI - Poco male, perché il meritato vantaggio arriva di lì a poco: palla intercettata sulla propria tre-quarti da Panada che con il piattone serve Tongya, il trequartista avanza palla al piede per qualche metro, serve Gnonto sulla corsa e il suo diagonale è imparabile per Malam. Passano appena cinque minuti e ancora Panada trova Gnonto, spostatosi questa volta a sinistra, con un lungo lancio. Il 2003 dell'Inter prima bisticcia con il pallone, poi ritrova il controllo, si gira e serve a centro area Cudrig che insacca a porta spalancata. Le due punte dialogano anche in occasione della terza rete, con Gnonto che si accentra da sinistra e al minuto 34' regala il 3-0 all'Italia con una potente rasoiata di destro.

POCO CINISMO NELLA RIPRESA, MA ARRIVANO ALTRI DUE GOL - Insomma, scrollatisi di dosso l'emozione iniziale, gli azzurrini capiscono che la partita è saldamente in cassaforte. Nella ripresa, però, diventano leziosi e Tongya in particolare si incaponisce nel cercare la gioia personale. Dai e dai, la soddisfazione arriva anche per lui al 75' e da lì in poi si vede finalmente una bella Italia, un gioco corale e letale. Di Capone, subentrato a Gnonto al ventesimo del secondo tempo, la rete che fissa definitivamente il risultato sul 5-0.

ORA PERO' ARRIVA IL MESSICO - Con questi 3 punti la squadra di Nunziata è già praticamente qualificata alla seconda fase (si qualificano agli ottavi le prime due di ogni girone più le migliori quattro terze), a patto di dimenticare le Isole Salomone il prima possibile. Le altre avversarie del girone, Messico e Paraguay, sono e saranno di tutt'altro livello e commettere con loro i peccati di presunzione visti in questo match d'esordio potrebbe complicare il cammino. I prossimi impegni, poi, saranno anche utili per valutare l'intero pacchetto difensivo della squadra, in questi primi 90 minuti quasi spettatore della gara, e l'eventuale atteggiamento sotto pressione di tutto il gruppo in generale.

Isole Salomone-Italia 0-5

Marcatori: 24’ e 34' Gnonto; 29’Cudrig; 75’ Tongya; 81’ Capone

Isole Salomone (4-2-4): Malam, Taebo (30’ Fakasori), Kofana, Tongaka, Alick (61’ Sale), Kanahanimae, Kwaimamani, Mani (C), Leai, Irosaea (83' Geseni), Ropa. All Waita. A disp. Peua (GK), Suta (GK),, Suri, Foata, Limoki, Hou, Sofu.

Italia (4-3-1-2): Molla, Lamanna, Dalle Mura, Pirola, Ruggeri; Brentan, Panada (C), Udogie (46’ Giovane); Tongya; Gnonto (64’ Capone), Cudrig (85’ Boscolo Chio). All. Nunziata. A disp. Rinaldi (GK), Gasparini (GK), Moretti, Riccio, Barbieri, Oristanio, Arlotti.

Arbitro: Jiyed Redouane (Mar); Assistenti: Lahsen Azgaou (Mar) e Mostafa Akarkad (Mar); Quarto Uomo: Peter Waweru (Ken); Var, Abdulla Al-Marri (Qat)

Ammoniti: Dalle Mura