Oristanio punisce l’Ecuador, Italia ai quarti 10 anni dopo

A Cariacica l'Italia batte 1-0 l'Ecuador e vola ai quarti di finale del Mondiale Under 17 dieci anni dopo l'ultima volta. A decidere è l'ennesima prodezza balistica da calcio piazzato di una delle stelle più luminose di questa nazionale, Gaetano Pio Oristanio, trequartista classe 2002 dell'Inter. Prossimo avversario, lunedì 11 a mezzanotte, sarà il Brasile padrone di casa, quarta avversaria sudamericana di fila sulla strada degli azzurrini.

GNONTO E CUDRIG STRANAMENTE "APPANNATI" - Quasi a sorpresa, è stato un ottavo di finale molto più complicato di quanto ci si potesse attendere. Un po' per la buona organizzazione degli avversari, bravi a chiudere gli spazi ed estraniare i nostri terminali offensivi dalla manovra; un po' per nostre dirette responsabilità nel non sfruttare alcune occasioni che ci avrebbero permesso di chiudere meritatamente in vantaggio la prima frazione. Le più nitide capitano sui piedi di Cudrig al 27' e di Gnonto al 37', ma il primo calcia addosso al portiere un rigore in movimento e il secondo spara fuori di prima intenzione, e a porta completamente spalancata, uno sciagurato "assist" del portiere Lopez da calcio da fermo. Considerando il talento e la pericolosità dei due attaccanti, sembra quasi di essere su Scherzi a parte, e invece, purtroppo, è tutto vero.

MOLLA E PIROLA MONUMENTALI - Si ritorna così negli spogliatoi con quella paura che ti mettono addosso le classiche giornate no, quelle dove ti sembra che la porta avversaria sia stregata e la beffa sia lì, dietro l'angolo, ad aspettarti. Sin qui, lo zero a zero, è stato colpa dell'imprecisione sotto porta da una parte, certo, ma dall'altra anche merito di alcuni grandi interventi di Molla tra i pali, e Pirola nei panni di leader di tutto il reparto arretrato. E che leader! Prestazione d'altri tempi.

SALVATI DAL VAR - Nella ripresa Nunziata pesca dal mazzo la carta Oristanio, che prende il posto di Cudrig. Tongya affianca Gnonto in attacco, ma il gioco non decolla. Anzi, è l'Ecuador a prendere campo e coraggio e farsi vedere in più occasioni nella nostra area. A furia di provarci, i sudamericani hanno l'occasione di mandarci definitivamente al tappeto. Minuto 72, Cabezas entra nella nostra area, viene sbilanciato "di mestiere" da Ruggeri e frana a terra quando Molla gli si para davanti con un piede forse troppo largo. L'arbitro, l'australiano Chris Beath, vede uno sgambetto inesistente e fischia il calcio di rigore ai danni dell'Italia. Richiamato, però, da quel Santo in Paradiso che si chiama Var, va a guardare e dopo cinque lunghissimi, interminabili minuti ammette l'abbaglio e torna sulla sua decisione. Non è rigore ma rimessa dal fondo. Sospirone di sollievo e si torna a giocare.

LA MAGIA DI ORISTANIO - Per salire dall'inferno al paradiso, l'ascensore azzurro ci impiega scarsi quattro minuti perché al 76' Oristanio posiziona per bene il pallone sulla sua mattonella e, con una parabola che neanche alla PlayStation, fa venire la labirintite al portiere Lopez servendo in tavola il piatto forte della casa: il gol su punizione. È fatta, non ce n'è più, si va ai quarti. Ce la siamo sudata, ma questa qualificazione ce la siamo soprattutto meritata. Bene così, ora testa al Brasile.

 

ECUADOR-ITALIA 0-1

ECUADOR (4-3-3): Lopez, Chavez, Delgado, Hincapie, Cabezas; Vite (83' Farfan), Angulo (87' Rodriguez), Pluas; Mina, Valencia (83' Mejia), Mercado . A disposizione: Moran, Estacio, Napa, Delgado, Vera, Rivera, Valencia. All: Josè Rodriguez

ITALIA (4-3-1-2): Molla; Lamanna, Dalle Mura, Pirola, Ruggieri; Brentan (68' Boscolo), Panada, Udogie; Tongya; Gnonto (79' Barbieri), Cudrig (46' Oristanio). A disposizione: Gasparini, Arlotti, Rinaldi, Riccio, Moretti, Giovane, Capone. All. Carmine Nunziata

Marcatori: 76' Oristanio (I)
Ammoniti: -