Salvatore Pezzella tra Modena, biliardo e quel tatuaggio…

Salvatore Pezzella è l'uomo al quale non si possono chiedere gol semplici. Il centrocampista classe 2000, al primo anno di serie C con la maglia del Modena, ha trovato la porta già in due occasioni. Reti che hanno fatto stropicciare gli occhi allo stadio intero. Il primo contro la Fermana, con un tiro da fuori area che si è infilato nell'angolino basso non lasciando scampo a Luca Gemello. Lo scorso fine settimana ha replicato contro la Vis Pesaro avviando la rimonta dei suoi. Il missile, scagliato anche in questa circostanza da fuori, è terminato sotto l'incrocio dei pali, rendendo inutile il volo di Bianchini.
Ha impiegato poco tempo il calciatore cresciuto nel settore giovanile della Roma a impossessarsi delle chiavi del centrocampo del Modena. Nelle prime giornate si è dovuto accontentare di piccoli ritagli di match ma a suon di buone prestazioni ha ribaltato le gerarchie.

L'importanza dei De Rossi e una passione particolare. Regista di grande qualità tecniche, che all'occorrenza può giocare come mezzala, Pezzella è anche l'uomo incaricato di battere quasi tutti i calci piazzati degli emiliani. Nel corso della stagione ha sfiorato il gol su calcio di punizione e scodellato tanti suggerimenti interessanti per i suoi compagni. Il romano è diventato uno specialista grazie ai consigli di Alberto De Rossi: "Gli sono molto grato perché mi ha permesso di migliorare. Sotto questo aspetto nel biennio in cui lo ho avuto come allenatore mi ha insegnato tanto. In particolare in occasione dei calci piazzati mi si avvicinava per offrirmi dei suggerimenti sulla postura".
Da De Rossi padre a De Rossi figlio. Perché con Daniele ha avuto il privilegio di allenarsi in prima squadra diverse volte. Un riferimento calcistico estremamente importante per lui: "È sempre stato il mio idolo fin da bambino. Giocando nello stesso ruolo lo seguivo con particolare attenzione. Ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente scoprendo anche una persona straordinaria. Mi è stato molto vicino quando sono stato chiamato con i 'grandi'. Anche lui mi ha dispensato tantissimi consigli. Abbiamo cimentato un buon rapporto e ci teniamo ancora adesso in contatto attraverso Instagram". Ecco spiegata la scelta del numero 16 sulla maglia. Un'altra passione giustifica invece la precisione con cui è capace di presentarsi al tiro su calcio di punizione. Lì ha la possibilità di affinare i suoi calcoli balistici: "L'altro mio grande amore è il biliardo. Appena posso gioco con gli amici, è abbastanza divertente".

Gli amici. Per Salvatore Pezzella quello di Modena rappresenta il primo anno lontano da Roma. Dopo essere transitato, piccolissimo, nella Vigor Perconti; a 9 anni è entrato nel settore giovanile giallorosso con cui ha cominciato il percorso fin dall'attività di base. Nella categoria Pulcini fu aggregato al gruppo dei classe 1999. Negli anni ha coltivato amicizie importanti, su tutti quelle con Daniele Trasciani e Ludovico D'Orazio. Un rapporto speciale lo lega pure a Alessandro Rubinacci, avuto ai tempi dei Giovanissimi Regionali: "Altra persona di grandissimo spessore che è riuscito a trasmettermi tanto".

Tra tatuaggi e sogni. L'ultimo post del suo profilo Instagram evidenzia pure la sua passione per i tatuaggi. Quello al quale attribuisce uno dei significati più profondi è quello realizzato qualche tempo fa. "Sull'avambraccio ho tatuato l'Olimpico. Ora sono concentrato sul Modena e voglio ritagliarmi grandi soddisfazioni qui. Si tratta di un anno fondamentale per me perché per la prima volta mi sono allontanato da Roma. Il mio sogno però rimane tornare a vestire la maglia della società in cui sono cresciuto e giocare in quello stadio. Finora ho avuto la fortuna di respirarne l'atmosfera nell'amichevole di due anni fa contro la Chapecoense, quando sono entrato nel secondo tempo".

Credito foto: profilo Instagram @salvatorepezzella_