Workshop LGI, Ludi: “Esperienza trasversale nel calcio”

Il Workshop de La Giovane Italia, in programma a partire dal 31 agosto, costituirà per molti ragazzi un’importante occasione di formazione a livello calcistico e giornalistico. Tra i docenti che interverranno figura anche Carlalberto Ludi, attuale direttore sportivo del Como, che ai microfoni de La Giovane Italia ha presentato il corso ormai in rampa di lancio.

Cosa pensa di trasmettere ai ragazzi che decideranno di partecipare al workshop targato La Giovane Italia?
“Il mio ruolo sarà quello di relatore, ma io mi sento più un operatore nel mondo del calcio. Porterò la mia esperienza e il mio approccio per quanto riguarda il calcio giovanile. Credo che per un ragazzo non sia importante solo la formazione calcistica, ma anche quella umana attraverso la trasmissione di valori importanti. Un giocatore formato dal punto di vista umano può tenere più alta la concentrazione, recepire meglio i dettami dell’allenatore e di conseguenza rendere meglio sul campo. A Como stiamo cercando di portare questo modello, in un sistema come quello italiano che spesso privilegia altri aspetti. Il calcio, soprattutto a livello di settore giovanile, ha grande importanza per i ragazzi come la famiglia e la scuola”.

Per quale motivo un ragazzo dovrebbe scegliere questo workshop?
“Perché interverranno figure del mondo del calcio con esperienze trasversali, che vanno dal calcio d’élite a quello di base. Sarà possibile toccare tutti gli aspetti della crescita sul piano professionale, grazie ad interventi di persone dotate di grande capacità empatica oltre che di ottime conoscenze. La vedo come un’esperienza più empirica e meno da libro di testo”.

Dal 2019 ricopre la carica di direttore sportivo del Como: cosa l’ha spinta a sposare il progetto del club lombardo?
“Ho iniziato a fare il dirigente nel Novara e, dopo tre anni, ho dato le dimissioni perché ho capito che non era più l’ambiente adatto a me. Ho scelto il Como perché ha una proprietà seria e c’era lo spazio per poter tracciare una strada. Si tratta di un club di grande tradizione, che ha fatto del settore giovanile una delle sue caratteristiche storiche. Vista la mia grande attitudine per i ragazzi, avendo lavorato nelle giovanili del Novara, ho iniziato una stretta collaborazione con il responsabile del vivaio del Como per riformare il settore giovanile. L’obiettivo è creare altre squadre, visto che ne abbiamo solo 6, e più in generale mettere in piedi un modello che sia comune a tutto il vivaio. Come ho detto prima, credo che sia importante migliorare i ragazzi sia sul piano calcistico che su quello educativo. Sono felice di essere qui: c’è un bel clima sia con i ragazzi che all’interno della dirigenza”.

Qual è il suo bilancio per questa stagione e quali sono invece gli obiettivi per il futuro?
“Credo che sia stata una stagione positiva, anche se ci è mancato qualche punto in classifica. Abbiamo riorganizzato tutta la società, affidandoci a persone di grande qualità. Ora sono state poste le basi: l’obiettivo è proseguire il percorso intrapreso e fare sempre meglio”.
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