Youth League: Inter, quando la salute vale più di un trofeo

Domani si sarebbe dovuto giocare l’ottavo di finale della Youth League tra Inter e Rennes, in campo neutro, a Firenze. Ed invece le due squadre non scenderanno in campo. Tutto normale, penserete voi, considerando la situazione piuttosto grave nella quale versa il nostro paese si è deciso di sospendere la competizione o adottare qualche contromisura che non leda gli interessi di qualcuno. Invece no. Nella giornata di ieri il club nerazzurro ha infatti diramato un comunicato rinunciando alla sfida con la conseguente sconfitta a tavolino di 0-3. Un gesto in controtendenza della società milanese, così come quello della prima squadra della Pro Vercelli che ha deciso di interrompere ogni attività. Il presidente Massimo Secondo: “La sicurezza viene prima di tutto, è da irresponsabili continuare così. Se dovremo perdere a tavolino delle partite, le perderemo senza problemi”. Un messaggio forte e chiaro per chi dovrebbe salvaguardare la salute pubblica e, almeno per una volta, mettere da parte gli interessi economici. Perché è di salute che si tratta, e con la salute non si scherza mai. Verrebbe da chiedersi la ragione per cui la Uefa non abbia tutelato l’Inter, evitando un danno non indifferente considerando l’importanza di tale competizione ed il fatto che i nerazzurri verranno per forza di cose eliminati. E poi, per quale motivo la Primavera del Rennes avrebbe dovuto mettere a rischio la propria incolumità venendo in Italia? Le domande sono molte, la confusione è tanta ed evidente, il messaggio che ha mandato l’Inter fa riflettere. Ci chiediamo allora come non faccia riflettere gli organi competenti, o almeno, come non porti a misure che vadano incontro e non addosso all’Inter, alle persone, all’umanità. Sì, all’umanità, perché questa poca considerazione si riflette su un club di calcio, una squadra di Primavera. Chissà che domani non riguardi un popolo, una nazione.