Nel calcio, le occasioni arrivano quando meno te lo aspetti. Edoardo Motta ha saputo trasformare la sua in un trampolino perfetto, dimostrando fin da subito di avere personalità, qualità e sangue freddo da vendere.
Il portiere classe 2005 si sta prendendo la scena con la Lazio proprio nel momento più delicato, quello dell’emergenza tra i pali dovuta all’infortunio di Provedel. Motta non si è fatto trovare impreparato, anzi: ha risposto presente. E forse qualcosa in più.
L’ultimo segnale, forte e chiaro, è arrivato nella sfida di ieri pomeriggio contro il Bologna. Sullo 0-0, il portiere ex Reggiana ha neutralizzato il calcio di rigore di Orsolini, indirizzando di fatto l’inerzia del match. Un intervento pesantissimo, che ha aperto la strada al successo biancoceleste firmato dalla doppietta di Taylor, regalando tre punti fondamentali alla squadra di Sarri.
Eppure, per chi segue (come noi) da vicino il calcio giovanile, quello di Motta non è affatto un nome nuovo. Fino a poco tempo fa, infatti, lo raccontavamo sui campi della Reggiana Primavera, che seguivamo con grande attenzione come media service. In quel contesto, Motta era già protagonista: prestazioni di altissimo livello, numerosi riconoscimenti come MVP e una continuità che lo aveva reso uno dei migliori portieri del campionato. Non è un caso se la Reggiana poteva vantare una delle difese più solide della categoria…
Oggi il suo nome è sulla bocca di tutti e il grande pubblico sta iniziando a scoprirlo. Ma chi vive il calcio Under sa bene che La Giovane Italia lo raccontava già da tempo, molto prima che arrivasse il palcoscenico della Serie A.
E forse è proprio questa la storia più bella: quella di un ragazzo che non nasce all’improvviso, ma cresce, lavora e, quando arriva il momento, si fa trovare pronto.