Dopo un percorso fatto di esperienze internazionali e una stagione comunque “complicata” in Italia, Franco Tongya sembra aver ritrovato continuità e centralità nel progetto tecnico del Gençlerbirliği, in Turchia.
Reduce dall’annata con la Salernitana in Serie B, il classe ’02 aveva vissuto una stagione dai due volti: da un lato un buon numero di presenze – 30 complessive – e 3 reti realizzate, dall’altro le difficoltà di una squadra non capace di centrare la salvezza, sfumata nel doppio confronto playout contro la Sampdoria. A incidere sul rendimento del giocatore erano stati anche diversi problemi fisici, che lo avevano costretto a stop di alcune settimane, interrompendone ritmo e continuità.
Il trasferimento in Turchia ha segnato, almeno finora, una svolta. Con la maglia del Gençlerbirliği, Tongya ha trovato spazio con regolarità, diventando rapidamente un punto fermo. Le 29 presenze stagionali – nella quasi totalità dei casi da titolare – testimoniano la fiducia riposta nei suoi confronti. Anche sul piano realizzativo e della produzione offensiva, il contributo si è rivelato costante: tre gol, a cui si aggiunge un numero significativo di assist, a conferma della sua capacità di incidere negli ultimi metri.
Impegnato col club nella lotta per la salvezza, il rendimento dell’ex Juve assume un peso ancora maggiore. Il Gençlerbirliği si trova infatti in una posizione delicata, al momento fuori dalla zona retrocessione ma con margini ridotti, che rendono decisive le ultime giornate di campionato.
In questo scenario, Tongya rappresenta una delle principali risorse a disposizione della squadra. La sua crescita in termini di continuità, unita alla maturità acquisita nelle precedenti esperienze tra Cipro, Danimarca e Francia, lo rendono oggi uno degli elementi più affidabili della rosa. Il finale di stagione dirà molto non solo sul destino del club, ma anche sulla definitiva consacrazione di un giocatore che ha incantato (eccome!) nelle giovanili in Italia, vestendo inoltre la maglia azzurra fino all’Under 21.