Il Modena continua a investire con decisione sul proprio settore giovanile e i risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti. Non solo parole, ma scelte concrete, testimoniate dalle presenze in Serie B di diversi ragazzi del vivaio. L’ultima giornata di campionato ha aggiunto un nuovo capitolo a questa narrazione virtuosa: l’esordio di Tito Maria Fabbri, classe ’09, diventato il primo calciatore nato in quell’anno a debuttare in Serie B.
Un traguardo che va oltre il dato anagrafico. Fabbri rappresenta infatti l’emblema di una strategia chiara, costruita nel tempo e rafforzata da un percorso tecnico coerente tra settore giovanile e prima squadra. La sua presenza in campo non è un episodio isolato, ma il risultato di un sistema che sta funzionando e che trova radici solide nell’ottimo lavoro svolto soprattutto in Primavera 2, dove il Modena ha chiuso al terzo posto nel girone A al termine di una stagione di alto livello. Un piazzamento che consentirà ai canarini di giocarsi i playoff, con l’obiettivo di conquistare la promozione in Primavera 1.
Prima dell’esordio di Fabbri, altri ragazzi avevano già trovato spazio tra i professionisti. Nei mesi precedenti, infatti, avevano esordito Wiafe e Colpo, entrambi classe ’08, con il primo che ha già totalizzato 9 presenze in campionato, confermandosi una risorsa stabile nelle rotazioni tecniche. A loro si è aggiunto Pietro Arnaboldi, anche lui ’08, sceso in campo nell’ultima giornata insieme a Fabbri.
Un dato che rende il quadro ancora più significativo è quello legato alla graduatoria dei calciatori più giovani impiegati in questa stagione di Serie B: il Modena può vantare 4 giocatori nella Top 10 dei più precoci esordienti del torneo, ben 3 nella Top 5. Un primato che fotografa in maniera oggettiva l’orientamento del club verso la valorizzazione dei talenti.
Non si tratta solo di un messaggio rivolto all’ambiente, ma di una linea programmatica che si traduce in minuti reali sul campo, responsabilità affidate ai giovani e fiducia concreta. In un contesto calcistico in cui spesso si parla di progettualità e attenzione al vivaio, il Modena ha scelto di dimostrarlo con i fatti. L’inserimento graduale di ragazzi così giovani in un campionato competitivo come la Serie B è una decisione che richiede coraggio, visione e una struttura tecnica capace di accompagnarli nella crescita.