Dominic Vavassori lascia per la prima volta Bergamo, quella che è stata la sua casa calcistica, per mettersi alla prova in una piazza che vive di ambizione, pressione e aspettative. Una scelta coraggiosa, ma soprattutto necessaria.
Perché, al netto dell’ottimo lavoro svolto dalla Dea, era ormai evidente come la Serie C stesse diventando un palcoscenico troppo piccolo per uno con le caratteristiche e il rendimento di Vavassori. Nessuna critica al progetto dell’Atalanta Under 23, anzi: è stato il trampolino ideale per completare la sua crescita. Ma, a un certo punto, arriva il momento in cui bisogna salire di livello. E quel momento, per lui, è arrivato.
I numeri raccontano molto, anche se non tutto. Oltre venti gol con la maglia dell’Atalanta Under 23, numerosi assist e prestazioni di altissimo livello; numeri che trovano conferma anche nelle partite che pesano davvero. Impossibile dimenticare la straordinaria tripletta nel roboante 7-1 rifilato alla Torres nei playoff di un anno fa: una serata che certificò, agli occhi di tutti, quanto l’attaccante classe ’05 fosse ormai pronto per misurarsi con scenari più importanti.
La sensazione, però, è che questo salto sarebbe potuto arrivare anche prima. L’esordio in Serie A con l’Atalanta, arrivato soltanto pochi mesi fa, ha rappresentato un premio meritato, ma inevitabilmente tardivo. Troppo poco per un giocatore che, settimana dopo settimana, aveva dimostrato di aver ormai superato i confini della categoria.
Ed è proprio qui che entra in gioco il Palermo. Una delle piazze più prestigiose dell’attuale Serie B, una squadra costruita per inseguire il ritorno in A: pressione, aspettative e responsabilità saranno inevitabilmente maggiori rispetto a quanto vissuto finora. Ma sono proprio queste le sfide che servono per capire il reale spessore di un calciatore. Dovrà conquistarsi spazio, dimostrare di poter essere determinante anche contro avversari più esperti e affrontare un campionato che non perdona distrazioni. Sarà un banco di prova importante, forse il più importante della sua (ancor giovane) carriera.
Il Palermo gli offre l’occasione che aspettava. Vavassori, invece, porta in dote entusiasmo, talento e quella fame tipica di chi sa di essere arrivato davanti al bivio decisivo. La Serie C gli ha insegnato a vincere duelli, a caricarsi la squadra sulle spalle e a convivere con le responsabilità. Adesso il livello si alza, così come le aspettative.
Ma se c’è un momento giusto per dimostrare di appartenere ai grandi palcoscenici, è esattamente questo.