Difficile immaginare avvii di stagione migliori di quello che sta vivendo il protagonista del nostro focus. Dal Monza con furore: Alessio Iurascu è piombato nel mondo Atalanta con la fame di chi ha trovato finalmente la propria dimensione e la vuole vivere appieno. Pronti via, il roboante 9-0 della Dea sul Sudtirol ha inaugurato la stagione della squadra di Esposito, trascinata dalla tripletta del nuovo gioiello approdato alla corte orobica grazie al solito incredibile duo Roberto Samaden-Michele Sbravati, eccezionali come sempre a scovare nuovi promettentissimi profili.
Al centro sportivo Snef Lambrone di Erba, dopo l’esordio non solo convincente, ma addirittura straripante per lui e per i nerazzurri, Iurascu ha messo ulteriormente in luce le sue grandi qualità da finalizzatore e anche, inevitabile per un profilo così giovane, gli aspetti in cui può crescere ancora tantissimo. L’asticella si è alzata notevolmente contro un Como ben allenato da mister Paolo Volontè e volenteroso di vendicare la sconfitta a Mantova maturata la prima giornata; i lariani partono benissimo e riescono a impensierire non poco capitan Koite e compagni, ma alla prima sbavatura dei padroni di casa Alessio punisce raccogliendo un pallone in verticale, presentandosi occhi negli occhi con Zazzera senza lasciare scampo all’estremo difensore.
Molto movimento, a volte poca reattività più di pensiero che di gambe per capire quando non cadere nella trappola del fuorigioco, ma soprattutto lavoro sporco vitale per consentire ai suoi di respirare nei movimenti più concitati. Dopo che il Como ha trovato la zampata vincente con Conti rimettendo tutto in discussione, la Dea è apparsa come un pugile dolorante per il colpo subito. Almeno fino a quando Iurascu ha calamitato a sé palloni pesanti e, dall’alto dei suoi 191 centimetri, ha spiccato il volo depositando in porta il definitivo 2-1!
Dopo sei anni nel settore giovanile rossonero, il classe 2012 ha scelto di mettersi in discussione all’Ausonia, tra i dilettanti, giocando sotto età e sciorinando qualità impressionanti per un ragazzo così giovane come l’agilità (caratteristica che il più delle volte va in contrasto con chi supera il metro e novanta) e la fisicità devastante, senza parlare della sua glaciale freddezza sotto porta. Il Monza, nel luglio scorso, lo ha riportato tra i professionisti, ma si sa che quando la Dea chiama, prima ti inchini e poi rispondi presente. Il suo avvio è stato semplicemente unico e non vediamo l’ora di poterlo seguire da più vicino!