Italia U16, Croci protagonista nel pirotecnico 4-4 con la Danimarca: talento azzurro, spettacolo e segnali positivi per il futuro degli Azzurrini
Italia-Danimarca è stata molto più di una semplice amichevole. Dopo il pirotecnico 4-3 contro la Germania, ultima uscita degli Azzurrini di mister Pasqual, Olivieri e compagni danno vita a uno spettacolo ancora più entusiasmante condito da errori, imprecisioni, ma anche tanto talento e tecnica individuale. Finalmente, dando uno sguardo ai nostri giovani, possiamo tirare un sospiro di sollievo: i campioni li abbiamo in casa, dobbiamo solo aspettarli con calma, lucidità e entusiasmo.
Dopo la sfida tra l’Under 20 e il Portogallo di novembre, Viareggio torna a ospitare una Nazionale di calcio a 11 e lo fa in una cornice molto suggestiva: il Torquato Bresciani, sede nel periodo di carnevale della finale del torneo che porta il nome della città ospitante, è uno dei tre stadi in Italia ad avere caratteristiche di efficienza energetica, sostenibilità ambientale e stabilità antisismica. Di terremoti, infatti, ce ne sono stati diversi durante tutti e 90 i minuti di una gara avvincente, entusiasmante, meravigliosamente imperfetta tra due squadre fortissime che non si sono risparmiate; la Danimarca conferma il suo eccellente ruolino di marcia che ha i visto i biancorossi battere l’Inghilterra e bloccare, con due pareggi, corazzate del calibro di Spagna e Francia.
Italia-Danimarca
I ragazzi di mister Kasper Kaceci non solo sbloccano la gara in 4 minuti, ma dominano sulle seconde palle e inguaiano un’Italia che anche dopo il pareggio di Gabriele Borsa (bravissimo a timbrare ancora il cartellino dando seguito alla stupenda tripletta con la Germania) fatica a trovare le misure venendo presa di infilata dai biancorossi, dominanti sui palloni sporchi e eccezionali, in pochi tocchi, a uscire dal pressing Azzurro per poi trovarsi a tu per tu con un Tommaso Vischi in serata di grazia. Il portiere del Monza ha il grande merito di evitare che il punteggio sia ancora più rotondo per i danesi, calando 4 parate decisive di cui 2 semplicemente sensazionali!
Sicuramente il lavoro da fare per il nostro ottimo mister Manuel Pasqual è ancora tantissimo: interessante l’idea di portare un difensore centrale tra Barbone e Damonte nei pressi dell’area di rigore avversaria quando le iniziative di Elena e colleghi si fanno più intense; questo, però, implica scoprirsi terribilmente e la Danimarca è maestra (grazie al suo uomo più forte, Christensen, padrone del centrocampo e eccellente metronomo) a ribaltare il fronte e a sorprendere l’alta retroguardia azzurra portandosi sul 3-1 alla mezz’ora. Ma qui subentra l’orgoglio, il cuore e il talento degli italiani oltre alla verve realizzativa famelica di Federico Croci: doppietta in pochi minuti e quasi assist per il palo di Elena; morale della favola, 3-3 da fuochi d’artificio all’intervallo.
La ripresa
Il copione nel secondo tempo non sembra differire molto dai primi 45 minuti. Ekstrand guida il fronte offensivo, i padroni di casa appaiono senza idee e molto compassati, 4-3 biancorosso e 5-3 evitato per l’ennesimo intervento clamoroso di Vischi. Eppure, ancora una volta, nelle difficoltà la nostra Nazionale ritrova compattezza e spirito di squadra: entra Achille Cauli che prima prende la traversa, poi pareggia i conti e infine sfiora il clamoroso sorpasso. Game, set and match…non vince nessuno se non uno spettacolo incredibile. Il 4-4 a Viareggio, in attesa della seconda sfida in programma venerdì con gli stessi avversari, denota come la testa, quando libera da imposizioni restrittive o posizioni da mantenere pedissequamente, alimenta il talento e genera, citando Paolo Sorrentino, una, anzi, ‘La Grande Bellezza’ di questo sport e la forza imperitura del settore giovanile italiano.