La stagione 2025/26 del settore giovanile del Milan si chiude con una certezza: il tricolore conquistato dall’Under 15 rappresenta il fiore all’occhiello dell’intero vivaio rossonero. La formazione allenata da Lorenzo Cresta ha coronato il proprio anno d’oro con un percorso di grande crescita, imponendosi per 2-0 sull’Empoli nella finale Scudetto, grazie alle reti di Manna e Jadid, laureandosi Campione d’Italia al termine di un cammino ricco di qualità, carattere e continuità.
Un successo costruito anche attraverso una brillante fase a eliminazione diretta, nella quale il Milan ha saputo eliminare avversari di primo piano come Juventus e Fiorentina, dimostrando solidità mentale e capacità di reagire nei momenti più delicati della stagione.
Il titolo dell’Under 15 assume un valore ancora maggiore se inserito nel contesto dell’annata complessiva del settore giovanile maschile. Primavera, Under 18, Under 17 e Under 16, infatti, non sono riuscite a recitare un ruolo da protagoniste nei rispettivi campionati, mancando l’appuntamento con risultati di prestigio.
COSA HA FATTO LA DIFFERENZA?
“L’attacco ti fa vincere le partite, la difesa ti fa vincere i titoli”: niente di più vero nelle parole di Sir Alex Ferguson. Se davanti i rossoneri hanno potuto godere delle prestazioni super di bomber Rossini e della fantasia di Jadid, dietro c’è stata la vera chiave scudetto: miglior difesa del Girone B, la seconda complessiva di tutta la categoria alle spalle della sola Roma, un clean sheet in finale che racconta di una solidità costruita settimana per settimana.
E alle fondamenta di questa fortezza rossonera c’è un nome: Adrien Tato. Campione d’Italia l’anno scorso in Under 14 con il Padova, ha cambiato colori ma non il risultato finale, guidando la difesa insieme all’inseparabile collega Bernasconi e condendo la sua stagione con 2 gol in 2230 minuti giocati.
Un profilo in totale ascesa, per cui si sono già aperte le porte della nostra Nazionale: sono infatti tre le presenze messe a referto con gli Azzurrini nelle gare amichevoli con Cina, Romania e Scozia. Le caratteristiche sono quelle del difensore moderno: rapidità nel breve, capacità di andare in anticipo, gioco aereo e anche quel pizzico di sana follia che l’ha portato a spingere in porta il 3-0 in semifinale con la Viola da attaccante aggiunto!
Al Vismara c’è chi rivede in lui Fikayo Tomori, per ora è semplicemente Adrien Tato, il talismano scudetto che ha ancora tanta fame di crescita e vittorie!