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Ab… Basso Ricci: la lezione di Pavesi va oltre il risultato

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Non è detto che nel calcio la vittoria abbia necessariamente a che fare con il risultato. Soprattutto a livello giovanile, il successo può non coincidere con il punteggio al triplice fischio o con il passaggio del turno in una competizione. A volte c’è in gioco qualcos’altro. Qualcosa che riguarda la crescita dei ragazzi non solo come giocatori, ma anche come uomini. Il rispetto, l’atteggiamento, l’umiltà. Ed è ciò che ha mostrato a tutti Elia Pavesi, allenatore della Primavera della Cremonese, nella gara di sabato contro il Frosinone.

Il giorno dopo la storica promozione in Serie A della prima squadra, la formazione Under 19 della Cremonese punta ad un altro exploit: l’accesso alle semifinali playoff del campionato di categoria. Per centrare l’obiettivo, Scaringi e compagni hanno una sola possibilità: vincere in casa del Frosinone con almeno due gol di scarto. I ragazzi di mister Gorgone, infatti, hanno vinto la gara di andata per 2-1 e possono contare anche su un miglior piazzamento in classifica (che ne garantirebbe dunque il passaggio del turno in caso di uguale differenza reti nella doppia sfida). A Ferentino, davanti ad una splendida cornice di pubblico, il primo tempo è molto combattuto: entrambe le squadre sentono il peso della posta in palio e sono attente a non sbilanciarsi. Nella ripresa mister Pavesi si gioca la carta Basso Ricci – miglior marcatore stagionale della squadra e terzo miglior realizzatore del Girone A – e la scelta paga subito: cross di Ballabio, inserimento perfetto del neo entrato e pallone spizzato di testa alle spalle di Palmisani. È il gol che riapre la qualificazione e che riaccende le speranze di tutta la squadra, ma l’attaccante ospite decide di farne una questione personale: mentre torna a centrocampo, si gira verso la panchina e si rivolge al proprio tecnico con gesti e parole che lasciano poco spazio ad interpretazioni. Pavesi non si scompone, ma allo stesso tempo non lascia correre: manda a scaldare Odalo e, nell’azione successiva, sostituisce Basso Ricci. Perché in un settore giovanile il ruolo di allenatore non si può mai separare da quello di educatore. E l’obiettivo primario non può essere la vittoria di una partita o di un titolo, ma la crescita dei ragazzi, che hanno bisogno prima di tutto di modelli di comportamento e solo dopo di modelli di gioco. Anche a costo di ottenere qualche successo in meno sul campo. Anche se ciò significa sostituire il calciatore che potrebbe risultare decisivo.

Sugli spalti non sono molti gli spettatori che si sono accorti dell’atteggiamento di Basso Ricci e, di conseguenza, la sua sostituzione lascia perplessi. Soprattutto perché la Cremonese non riuscirà a segnare il 2° gol e verrà eliminata. Chi ha visto e compreso perfettamente l’accaduto è Alessio Mizzoni, allenatore dell’Under 15 del Frosinone, che applaude la scelta del collega. Ed è un gesto che rincuora, perché significa che i principi di gioco cambiano da società a società e da mister a mister, mentre quelli educativi – si spera – possono essere universali. 

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