Finisce esattamente come la passata edizione il cammino della migliore delle italiane in Youth League. Lo scorso anno fu la Juventus ad uscire sconfitta nella semifinale di Nyon ai calci di rigore con il Benfica dopo aver rimontato da 0-2 a 2-2. Stavolta è il Milan a dover cedere il passo per 3-1 al Hajduk Spalato in uno stadio popolato da ben 17000 tifosi croati in una sfida che lascia inevitabilmente qualche rimpianto ai rossoneri. La formazione di Ignazio Abate paga il fatto di non aver concretizzato la supremazia avuta nella prima frazione di gioco in cui è scesa in campo con molta più personalità degli avversari e per poi venire punita nella ripresa nelle occasioni in cui la retroguardia ha sbandato.
C’è tensione per entrambe le squadre al fischio d’inizio, ma come detto è il Milan ad avere il piglio giusto facendosi preferire per scioltezza nelle giocate rispetto agli avversari con il passare dei minuti. Alla mezz’ora c’è probabilmente la sliding door della partita per i rossoneri: da un’iniziativa personale di Casali che calcia verso la porta avversaria, Buljan si rifugia in calcio d’angolo e, dal conseguente tiro dalla bandierina, si supera deviando sulla traversa un colpo di testa ravvicinato di Cuenca. Nonostante le trame ben sviluppate dalla formazione di Abate il punteggio resta bloccato sullo 0-0 e nella ripresa vengono fuori alcuni limiti che si sono palesati più volte nel corso della stagione, soprattutto nelle sfide di campionato.
Nemmeno 6’ ed infatti un malinteso tra Nsiala e Coubis permette a Brajkovic di crossare dalla destra per l’accorrente Vrcic (aggregato per l’occasione con l’Under 19, ma con ben 17 presenze stagionali in prima squadra) che mette a segno il punto del vantaggio. Il Milan reagisce, ma El Hilali prima sbaglia sotto porta cercando un aggancio che diventa un pallonetto deviato in angolo da Buljan con un colpo di reni e poi poco dopo Cuenca sugli sviluppi di un corner viene murato sulla linea da Hrgovic. I rossoneri giocano, ma gli avversari segnano: Nava e Coubis non si intendono su un calcio d’angolo e lasciano a Pukstas la porta spalancata per segnare di testa il gol del 2-0. Abate prova a cambiare uomini inserendo Chaka Traorè per Sia ed Alesi (miglior marcatore rossonero nella competizione) per Stalmach, ma Coubis si conferma in giornata no e regala a Hrgovic con una brutta giocata, che voleva essere un retropassaggio a Nava, il pallone con cui si chiudono di fatto i giochi. A 6 minuti dal 90’ Zeroli prova a scuotere i suoi con il gol del 3-1 che mette psicologicamente in difficoltà i croati, ma nel tempo ancora a disposizione i rossoneri sono imprecisi.
Il Milan, pur essendo l’unica squadra italiana ad aver portato finora sia prima squadra che Primavera in semifinale di Champions e Youth League, si deve inevitabilmente leccare le ferite per un’occasione sprecata considerando l’avversario non irresistibile a cui ha concesso tre gol evitabili. I rossoneri, archiviato questo cammino comunque storico per il club, dovranno ora rituffarsi con la giusta mentalità nel campionato in cui sono invischiati nella lotta per non retrocedere.